Come prima intervista non potevo non parlarvi di uno Skate shop a cui tengo particolarmente, con il proprietario Riccardo ci siamo conosciuti circa 2 anni fa. Dear George, a Verona non ha il classico stile underground ma fidatevi che una volta entrati rimarrete a bocca aperta e uscirete con un prodotto sicuramente stiloso!

Ciao Riccardo, come stai?
Ciao Ale, tutto bene! Grazie per la chiacchierata, mi fa molto piacere tu abbia pensato a noi.
Cosa ti ha più affascinato dello skateboarding?
Per me lo skate è arrivato nell’estate dell’89, grazie ad un cugino più grande. All’epoca, nel paese da cui vengo, lo skate non esisteva, una scena che abbiamo creato noi amici. Eravamo un po’ degli outsiders, e questo ha sempre un fascino unico, specialmente quando sei un ragazzino!

Parliamo del tuo Skate Shop “Dear George,” sei l’unico proprietario del negozio?
Dear George, siamo io e Francesco Tedeschi. Lui ha vent’anni di esperienza nel retail e, pur non essendo operativo nello shop, ha un ruolo fondamentale per gli acquisti, la visione di settore e il confronto quotidiano. Oltre allo skateboarding, abbiamo lo stesso background culturale, che ci porta ad essere sempre allineati su nuove creatività, eventi o attività di marketing.
Ci aiutano poi Alessandro ed Emanuela, fondamentali nel day by day.

L’apertura di Dear George, è stata in un anno difficile, quando hai aperto e perché? Sarebbe stato meglio aprire in un altro periodo?
Dear George, nasce perché volevamo creare qualcosa di nostro, legato al mondo dello skateboarding ma rivisto in chiave moderna.
Abbiamo aperto a settembre 2019, pochi mesi prima del lockdown. Non ti nego che è stata dura, ma abbiamo stretto i denti. L’aver attraversato subito una situazione così traumatica ed imprevista ci ha costretti a trovare soluzioni creative a fattori che non potevamo condizionare. Siamo cresciuti ogni anno e a fine 2022 ci siamo anche regalati una nuova location che amiamo moltissimo.
Non mi chiedo mai se sarebbe stato meglio aprire in un altro momento, voglio vivere il presente e portarmi a casa tutte le opportunità che ha da offrire!

Il nome del tuo shop ha una storia bella leggendaria dietro, potresti spiegare da dove deriva e perché hai scelto proprio questo?
Volevamo un nome che avesse una storia da raccontare, e forse la più divertente nella storia dello skateboarding è stato il dissing tra Powell Peralta e Blind nel ‘91. Un’epoca in cui non esisteva il politically correct e le companies si facevano la guerra con adv super provocatori sugli skate mag. Per i dettagli ti rimando alla storia qui, ma quello che noi volevamo veicolare è il messaggio di come i piccoli indipendenti siano riusciti a vincere sulle big corporations, un po’ come Davide contro Golia, ed anche noi ci sentiamo un po’ così.
Quali sono i 3 migliori marchi che hai in negozio?
Amo Polar, che dimostra come uno skate brand europeo possa diventare un brand per tutti, senza mai compromettere la propria credibilità. Poi Ben Davis, il workwear più core, puro stile SF. Infine Loophole, wheel co. di SF, prodotte in modo artigianale, niente fronzoli, una ruota perfetta per lo street, durata e powerslide incredibili!
Quando sono venuto la prima volta da te, eri vicino al centro di Verona, cosa ti ha spinto a spostarti e ad ingrandire l’attività?
È nella nostra natura, ci piace spostare l’asticella sempre più in alto!
Hai una skate crew?
Certo, e ne siamo super orgogliosi! Ci sono Francesca Baroni, Cristiano Avesani, Stefano Amadio, Alessandro Ferreri e Filippo Minzon. Oltre a loro abbiamo una family allargata con Ringo Bellare, Alion, Gianmarco Laurenzi. Non ci interessa nulla se partecipano ai contest o quanti follower hanno, a noi interessa l’attitudine!

Ti faccio una domanda che mi incuriosisce sempre, qual è il tuo più grande obbiettivo con Dear George,?
Sicuramente avere una scena di locals che frequentano lo shop, passano per una birra, mettono due dischi e creano relazioni. All’inizio la nostra mission era spingere lo skateboarding, ora si è allargata al voler spingere tutto quello che può essere la cultura da cui veniamo, per questo piuttosto che sponsorizzare un contest (cosa che comunque non amiamo perché per noi skateboarding non è competizione) preferiamo organizzare feste in shop con dj set o showcase (abbiamo ospitato tra gli altri Deda dei Sangue Misto, Egreen, Alioscia dei Casino Royale). Tutto rigorosamente gratis, compresa la birra a fiumi.
Come mai avete scelto Verona per la vostra attività?
Verona è la nostra città, abbiamo una scena skate che va dal mitico Ugolini a Ricky Comini e Davide Biondani. Era naturale che Dear George, nascesse a Verona.
Quali sono i tuoi programmi per questo 2024?
Consolidare il nuovo shop e definire un altro paio di idee che ho in mente…
In negozio hai merchandise targato Dear George,?
Fin da quando Dear George, non era che un’idea, avevamo ben chiaro che sarebbe dovuto anche essere un piccolo brand. Tutto il prodotto è made in Italy e ove possibile utilizziamo cotoni organici. I fitting della parte top sono ispirati alle linee giapponesi, così come per il denim ai lavaggi tradizionali affianchiamo lavorazioni overdye o al laser. Non è un primo prezzo, ma vogliamo capi di qualità pensati per durare. Le grafiche nascono in casa, dai brainstorming quotidiani con Francesco, poi ovviamente ci facciamo aiutare dai grafici per tutta la parte operativa.

Ho letto una tua intervista su “Heart”, il libro di Lucas Beaufort, che il vostro motto è: “Some People Might Not Like This” che significato ha per voi questa frase?
Some People Might Not Like This è stato il nostro primo payoff, un’idea rubata a quel genio del marketing di Steve Rocco. Volevamo un concept provocatorio e divisivo, non ci è mai interessato piacere a tutti.
Con il nuovo shop è venuto il turno di Skateboarding Is Dead, a dire che lo skate nell’accezione dura e pura è un concetto passato. Ormai abbiamo olimpiadi, skate shoes di Louis Vuitton e le collabo di Supreme e Palace. Sono tutti venduti? Niente affatto, sono al passo coi tempi!
Ultimo è POSER, ulteriore esasperazione di questi concetti. Dear George, è venduto perché lavora anche con brand non core skate? Se questo ci permette di pagare stipendi e fornitori, sponsorizzare skaters, organizzare feste con dj set e free beer e sbatterci per la scena, allora siamo orgogliosamente POSER.

Al giorno d’oggi che importanza ha un e-commerce in questo settore?
Un e-commerce è fondamentale, aiuta con le vendite e funge da vetrina. Dico “aiuta” perché nel nostro caso non abbiamo, né ci interessa avere, una struttura per competere con i big dell’online. Se siamo in questo mondo è per avere il contatto con le persone, non per gestire una sovrastruttura dedicata a digital e logistica.
Una cosa che mi fa davvero pensare è vedere una persona con la tavola di uno Skate Shop online non italiano, e mi domando: Perché gli italiani acquistano ancora da lì? Sapresti darmi una risposta?
Gli skaters acquisteranno sempre dai big dell’online per tre motivi: comodità, prezzo, profondità dell’offerta. A meno di fare rete tra loro, gli indipendenti non riusciranno mai ad essere concorrenziali in questi termini. Noi dobbiamo lavorare sul servizio, sulla fiducia e sul rapporto umano.
Quanta importanza ha per te la relazione tra skater e Skate Shop?
Non esiste più il vecchio concetto della crew che si trova allo skateshop prima o dopo la sesh per vedere video e nuove deck. Ora c’è internet: i video li guardano lì, così come le nuove deck arrivano direttamente con la newsletter insieme alla promo di turno. C’è però uno zoccolo duro di amici che passano spesso in shop perché sanno che da noi è un po’ come a casa. Il frigo è sempre pieno, ci sono sedie e poltrone per tutti così come libri e magazine. Poi è ovvio che gli skaters sanno che possono passare per rifilettare un truck e per nuovi bolt, o sostituire un cuscinetto al volo. Tutte cose rigorosamente gratuite da noi e che l’ecommerce non potrà mai offrire.
Infine, i local sanno che Dear George, è skater owned, per cui siamo in grado di consigliare chi ha meno esperienza, senza che questo corra il rischio di vedersi rifilato quel setup impolverato che non si muove dal magazzino.

Se il tuo negozio fosse una birra, quale saresti?
Una scura: buona ma… some people might not like this.
Grazie Riccardo per l’intervista, ti auguro il meglio per te e per la tua attività.
Grazie mille a te Ale, ti aspetto alla prossima festa!
Info
Qui vi lascio tutte le informazioni per poter contattare, trovare, cercare e acquistare.
Indirizzo:
Corte Sgarzarie, 6/b, 37121 Verona (VR)
Telefono:
045 223 8829
Orari:
Martedì – Sabato
11:00/19:00
Domenica 15:00/19:00
Online Shop: https://www.deargeorgeco.com/
Instagram: https://www.instagram.com/deargeorgeco/

