Wald Skateboards

logo wald skateboards

In questa nuova intervista ho fatto una chiacchierata con Federico Fontanella, fondatore di Wald Skateboards, uno dei marchi che rappresenta al meglio lo skateboarding italiano in un genere tutto suo!

Ciao Fede! Come stai?

Ciao Ale, tutto alla grande grazie! Mentre ti scrivo stanno arrivando i primi feedback sull’ultimo lancio: WaldXManodcarnevale, andate a curiosare 😊

Di dove sei e cosa fai nella vita?

Sono originario di Piacenza ma vivo a Milano da diversi anni; sono un designer e mi occupo di progettazione, nello specifico di lighting e furniture design.

A cosa stai lavorando in questo momento?

Al momento sto seguendo il progetto illuminotecnico di un nuovo edificio che sorgerà in centro a Piacenza, davanti a Palazzo Farnese, uno degli edifici più rinomati della città.

Arriviamo a Wald Skateboards. Quando e come nasce il brand?

Wald nasce nel 2013 come progetto per un esame universitario legato al graphic design, la richiesta era quella di portare un progetto grafico con la relativa immagine coordinata.

Fu un progetto particolarmente stimolante dove nel giro di poco tempo vennero delineati degli elementi che tutt’ora sono presenti nel marchio. Una volta conseguito l’esame il professore mi consigliò di registrare il marchio ed iniziare a produrre i prodotti che avevo presentato durante il progetto, in quanto a parere suo il logo e il concept erano estremamente coerenti e funzionali.

Prima Grafica Wald Skateboards

Sappiamo che non sei l’unico che lavora al progetto, raccontaci di più

Infatti, dal 2013 al 2019 ho portato avanti il progetto in solitaria in maniera molto pirata, poche uscite e tirature ristrette, tutte distribuite dal baule della mia macchina. Andando avanti mi sono reso conto che la mole di impegni piano piano aumentava e che necessitavo di supporto; così, parlando con Nicola del Sarto e Fulvio Vignolo, è nata la voglia di integrarli nella parte operativa del progetto e fortunatamente ancora oggi sono qua a sopportarmi. Nell’ultimo periodo sono approdati altri amici che hanno espresso il desiderio di poter contribuire in qualche modo, come Leo Palombo, Angel Perez e Fabrizio Virdis. DESIDERIO ESAUDITO! Li ringrazio tutti.

Che significato ha la parola Wald? Come si pronunica?

Durante la fase di concept del progetto decisi di orientare il marchio intorno alle tematiche di outdoor e natura, con relativo rimando a montagne e boschi. Wald è una parola di origine tedesca la cui pronuncia corretta è /val.t/ ; significa letteralmente “foresta” e nel tempo abbiamo scoperto che varie declinazioni della parola riportano a ideali molto coerenti con il nostro pensiero. Come il termine “waldgang” che si riferisce al concetto di uomo “ribelle” o di “eremita” che abbandona la società per ritirarsi nella natura.

Come descrivi lo stile di Wald e da dove trai ispirazione?

La tematica outdoor è fortemente presente nell’immaginario Wald, chiaramente doveva essere coerente con il mondo dello skateboarding e quindi abbiamo capito subito che avremmo incentrato i prodotti alla “sopravvivenza wild”, aspetto che caratterizza non poco uno skate tour.

Nei video e nei post su instagram c’è sempre questo legame con la natura e il campeggio. Questa cosa rappresenta più la vostra filosofia oppure volete lanciare un messaggio specifico a chi vi guarda?

Se non sbaglio fu Jason Dill a dire che non vi è niente di meno sostenibile di fogli di acero incollati tra loro con collanti sintetici. Non potrei essere più d’accordo, ma, incapaci nel trovare una soluzione a questa tematica abbiamo deciso di agire su altri aspetti che orbitano intorno allo skateboaridng, come alcune produzioni dei nostri prodotti oppure la scelta dei packaging. Inoltre da qualche anno collaboriamo con TreeNations, una realtà che si occupa di riforestare il pianeta e noi, come Wald, per ogni prodotto venduto ci occupiamo di devolvere parte del ricavato in questo progetto di riforestazione. L’idea è stata quella di restituire qualcosa al mondo dello skateboarding e abbiamo deciso di farlo tramite gli alberi.

Da qualche anno spingete un prodotto molto particolare, la vite Torx, ce ne parli un po’?

#enterthetorx è un progetto nato con l’arrivo di Nico e Fulvio, volevamo fornire un prodotto hardware che non fosse la solita tavola o rotella, così abbiamo pensato alle viti e facendo ricerca ci siamo resi conto che c’era qualcosa di poco funzionale nelle viti in circolazione, specialmente nella forma del loro inserto. Di fatto abbiamo solo introdotto nel mercato una vite in acciaio inox con inserto Torx, meccanicamente più resistente alla torsione rispetto alle altre. Le nostre viti vengono vendute in due varianti: entry level e premium e sono accompagnate da un packaging artigianale realizzato da noi che dopo l’acquisto acquisisce una nuova funzione.

Da quanti ragazzi/e è composta la vostra skate crew?

Sono molto contento che tu l’abbia definita crew e non team, non siamo abbastanza strutturati per pensare di gestire un team e i rispettivi oneri, abbiamo quindi deciso di vederla come una crew, una famiglia o come più piace a voi. Noi li chiamiamo “explorers” o “waldgang”, ci sembrano nomi più appropriati.

Di fatto le tante persone che ci orbitano intorno condividono i nostri ideali e non hanno problemi a vivere a contatto con la natura, ma soprattutto sono persone con talenti e passioni oltre allo skateboarding e questo fa sì che spesso nascano delle collaborazioni con gli stessi componenti della crew. Come l’adv di Natale ’23 disegnato da Marco Quadri e pubblicato sul numero 4 di Fotta, la cartolina natalizia ‘24 disegnata da Liam Galli oppure come i fiammiferi Wald, il cui packaging è stato disegnato da Carlo Schievano.

Nelle ultime settimane è uscita una piccola collezione WaldXManodicarnevale dove abbiamo lavorato anche lì con i nostri amici. Questo è un modo per far sentire i ragazzi parte del progetto, anche se magari non riusciamo a ricoprirli di materiale. Riteniamo sia più interessante costruire qualcosa insieme a loro piuttosto che “comprarli” con dei prodotti.

Spero sinceramente questo deal faccia piacere anche a loro.

Ti occupi tu di tutta la distribuzione o collabori con un distributore?

Siamo suppurtati da Samurai Distribution da qualche anno e li ringraziamo per averci sostenuto dall’inizio e grazie a loro siamo arrivati a diversi shop in italia. Abbiamo però anche alcuni rapporti diretti con altre realtà, al momento ci limitiamo all’Italia e ad un paio di shop a Barcellona.

Come vi dividete il lavoro di Wald te,Fulvio e Nico?

A grandi linee Nicola si occupa del commerciale, Fulvio dello sviluppo prodotti mentre io mi occupo della direzione creativa e della parte grafica, ciò non toglie però che aiutandosi a vicenda, i ruoli si intreccino spesso. Cerchiamo di fare una call ogni due settimane per organizzare il lavoro e aggiornarci sugli stati delle lavorazioni, ma alla fine è anche una scusa per farci una chiacchiera tutti assieme. Gli altri al momento ci danno supporto vario sul fare ricerca prodotti, produzione instaclips, nuove idee e logistica.

Pasquale Grispo, Nosepick Tuck Knee, foto Ale Formenti

Quante sono le problematiche e le difficolta dell’avere uno Skate Brand?

Penso che le problematiche e le difficoltà siano esclusivamente legate al denaro: rientrare nei costi, guadagnare per investire ecc ecc ma questo vale per tutti i settori chiaramente. Noi vogliamo valorizzare i rapporti e le esperienze, quindi se togliamo il denaro dall’equazione non vedo problematiche o difficoltà.

Per quanto riguarda la parte di mercato, quali sono le sfide legate al denaro e quanti sono i costi da sostenere per l’avviamento e la continuità di un marchio?

Sfortunatamente a volte il consumatore non ha ben chiaro cosa sta dietro a certe realtà e spesso non comprende certe dinamiche, come i prezzi o gli imprevisti che possono accadere. Sarebbe bello ci possa essere più informazione sotto questo punto di vista. Sarebbe interessante far sì che anche i ragazzini abbiano chiaro fin da subito quali sono le sfide e gli aspetti nascosti di questo mondo.

Noi siamo una piccolissima realtà e di fatto ancora non ci siamo scontrati con i grossi problemi che si possono incontrare su questo percorso, sicuramente è un mercato molto difficile da cavalcare e dato che le mode risultano sempre più brevi, cerchiamo di non “seguirle” e di fare quello che ci piace.

Noti dei cambiamenti nella scena skate italiana?

Non credo di notare grossi cambiamenti da quando ero ragazzino, sicuramente noto un cambiamento nel mio modo di leggere lo skateboarding oggigiorno. Il nostro è un progetto che prova a costruire qualcosa che va oltre la compravendita di materiale. Piccolo Fun Fuct: i nostri tour li chiamiamo WaldTour, questa parola strizza l’occhio ad un noto gruppo alberghiero, noi proponiamo la stessa formula, se vieni in tour con noi non devi pensare a nulla se non a goderti la vacanza; non dovrai guidare, non dovrai pensare a dove dormire, nè tanto meno a cosa mangiare, ci pensiamo noi per te.

Jacopo Selvo, Mayday, foto Edo Comba

Come organizzate i WaldTour?

I WaldTour sono il nostro premio, è dove i ricavi vanno a finire, ovvero nelle vacanze per noi e i nostri amici. Tendenzialmente cerchiamo di farne almeno uno l’anno e di fare piccole uscite durante gli altri mesi, si viaggia spesso in macchina ma è capitato anche di prendere dei voli per andare a trovare altri explorers in giro per l’Europa.

Michael Caria, 50-50 Up, foto Jacopo Tardito

Le location vengono meticolosamente scelte da Nico che è capace di passare ore a mappare delle zone triangolando insieme a Fulvio i laghi o i fiumi dove fare il bagno e campeggiare. Io cerco invece di rimanere all’oscuro delle precise destinazioni fino a che non mi ci trovo fisicamente ehehe mi diverte il mistero e lo stupore che ne consegue.

Liam Galli, Bs Kickflip, foto Ramon Zuliani

Fede, sveliamo il mistero! Lo sponsor, si sa ormai una buona parte di skater vorrebbe almeno uno sponsor soprattutto i ragazzi che sono maggiormente influenzati dai social network. Qual è la tua opinione sull’argomento?

È una tematica molto interessante, tutti da bambini abbiamo fantasticato su questa eventualità, ovvero la possibilità di essere supportati per fare ciò che ci piace. Allo stesso tempo però crescendo capisci che alla fine dei conti è un contratto di lavoro come tanti altri, fatto di dare e avere e che quindi non è da affrontare in maniera superficiale. Sfortunatamente, la maggior parte delle volte, avere uno sponsor è correlato allo status della persona e non si può scindere dall’ego della stessa.

Un consiglio che vorresti dare agli skater italiani?

Se un tuo amico decide di fare qualcosa per lo skateboarding e ritieni che quello che sta facendo sia figo, non limitarti a fargli i complimenti e a una pacca sulla spalla, piuttosto fagli delle critiche costruttive, oppure supportalo economicamente, magari comprandogli una maglietta o un set di viti.

Grazie Fede per l’intervista, è stato un piacere parlare con te! A presto.

Grazie a te Ale, un abbracio da tutta la Waldgang.


Dove puoi seguire Wald:

E-mail: waldskateboards@gmail.com

Instagram: @waldskateboards

Facebook: @waldskateboards

You Tube: Wald

Dove puoi acquistare Wald:

Tutti i prodotti Wald skateboards sono disponibili online a wald-skateboards.com e in diversi Skateshop d’Italia.

Sei uno Skateshop e sei interessato ad acquistare dei prodotti Wald per il tuo negozio? Contatta waldskateboards@gmail.com o info@samuraisuicide.com